Cappadocia. Il paesaggio nel grembo della roccia

mostra della XXXI edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino
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Ca' Scarpa, via Canova 11, Treviso

Sabato 24 ottobre apre al pubblico la mostra dedicata al luogo scelto dal Premio Carlo Scarpa di quest’anno, Güllüdere e Kızılçukur: la Valle delle Rose e la Valle Rossa in Cappadocia, organizzata dalla Fondazione Benetton nell’antica Chiesa di Santa Maria Nova, ora nuovo spazio espositivo e culturale a Treviso, restaurato per volontà di Luciano Benetton con progetto di Tobia Scarpa. Al centro della mostra, e di tutte le attività del Premio, un luogo dell’Asia Minore che emerge dalla lunga vicenda storica e geografica della Cappadocia: due valli contigue scavate nella roccia vulcanica, memoria di un’antica civiltà dell’abitare.

 

Il percorso espositivo è articolato in quattro sezioni, corrispondenti ai diversi piani dell’edificio che in questa occasione sarà inaugurato.

Al piano terra, la prima sezione ha per tema il paesaggio delle valli riferito soprattutto al senso del loro attraversamento e a ciò che testimonia la permanenza di un’agricoltura tradizionale che convive con il suolo vulcanico della regione.

La seconda sezione, al primo piano, tratta della natura geologica del luogo in relazione alle diverse forme di insediamento rupestre che caratterizzano le architetture presenti.

La terza sezione, al secondo piano, dà conto del sorprendente patrimonio pittorico che contraddistingue le chiese e altri edifici scavati nelle rocce, nonché del lavoro della Missione dell’Università degli Studi della Tuscia impegnata da decenni su questo fronte di ricerca, restauro e valorizzazione.

Le prime tre sezioni usano prevalentemente materiale fotografico, mentre la quarta offre ai visitatori una narrazione documentaristica cinematografica, con la proiezione del film realizzato nell’ambito del Premio, che si alternerà, in giorni e orari specifici, con la proiezione del film Medea di Pier Paolo Pasolini (1969) in buona parte ambientato proprio in questi luoghi della Cappadocia.