Güllüdere e Kızılçukur, film documentario

regia di Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi

Güllüdere e Kızılçukur: la Valle delle Rose e la Valle Rossa in Cappadocia, film documentario prodotto dalla Fondazione Benetton, dedicato al luogo designato dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2020-2021.

 

Con: Maria Andaloro, storica dell’arte, direttrice della Missione dell’Università degli Studi della Tuscia in Cappadocia.

E con, nell’ordine: Crazy Ali (poeta, Ortahisar); Aslı Özyar (archeologa, Boğaziçi University, Istanbul); Fabio Salomoni (sociologo, Koç University, Istanbul); Mutluhan Akin e Ahmet Orhan (geologi, Nevşehir Hacı Bektaş Veli University); Ibrahim Sakınam (agricoltore di Kızılçukur); Murat Ertuğrul Gülyaz (Archeological Museum of Nevsehir); Paola Pogliani (Università degli Studi della Tuscia); Ihsan Senoz (vicesindaco di Göreme); Ali Yavuz (imprenditore agrituristico di Göreme); Cabir Coşkuner (custode del monastero di Keslik, a Cemil).

 

Come ogni anno il lavoro di ricerca che sta alla base del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino prevede un viaggio studio e una successiva esplorazione volta a produrre, tra i molti approfondimenti, dal 2014 anche un breve film documentario, che racconti il luogo in chiave di narrazione cinematografica in grado di parlare a chiunque, e non solo agli specialisti. Come per i film documentari dedicati ai luoghi premiati nel 2015, 2018 e 2019, anche per la Cappadocia e le sue valli Güllüdere e Kızılçukur la direzione del film è stata affidata al regista Davide Gambino, che ha lavorato in collaborazione con Gabriele Gismondi.

Per un film dedicato a un luogo è indispensabile maturare, in poco tempo, una vicinanza concreta agli aspetti che permettono di capirlo, attraversando i molti campi che ogni lavoro sul paesaggio rende necessari: l’incontro con le persone che lo abitano, l’esplorazione degli ambienti di vita, l’approfondimento degli aspetti sociali, storici, geografici; la curiosità per il valore e il significato delle espressioni artistiche che rivelano lo spessore di tutto questo. Dopo una prima esplorazione, il ritorno in Cappadocia nell’autunno del 2019 – ignari del distacco forzato che gli eventi del 2020 ci avrebbero procurato – è avvenuto all’insegna del contatto fisico con il luogo e dell’incontro con i suoi abitanti: da colui che coltiva la terra e al tempo stesso custodisce le chiavi di una chiesa, a chi ci è apparso interprete del lavoro culturale o delle responsabilità amministrative, a chi lo racconta da Istanbul con sguardi diversi.

Nelle pieghe del vasto ed arido altopiano al centro della Cappadocia emergono Güllüdere e Kızılçukur: la Valle delle Rose e la Valle Rossa. Nel documentario il racconto delle due valli viene affidato alle voci dei protagonisti che gravitano e vivono immersi in questo straordinario paesaggio. Un paesaggio in cui le abitazioni, le chiese ed i complessi monastici ci raccontano sia dell’insediamento rupestre dell’uomo che della dirompente natura geologica del suolo, e di come entrambi conservino le tracce di un’antica cultura dai valori universali.

 

Studio documentale: Davide Gambino.

Riprese: Gabriele Gismondi e Davide Gambino.

Fotografia, montaggio, color grading e sound design: Gabriele Gismondi.

 

Colonna sonora: musiche originali di Pino Petraccia, con Marco Felicioni e Ugo Sala; Golem (Petraccia-Sala) / Natural ney (Felicioni) / Nuovo viaggio (Felicioni) / Porta d’Oriente (Petraccia-Sala). Musicisti: Pino Petraccia, kamalengoni e percussioni; Marco Felicioni, flauto, ney, chitarra, pianoforte, synth; Ugo Sala, chitarra elettrica, synth, programmazione batteria ed effetti. Con la partecipazione di: Danilo Burchielli, chitarra elettrica solista; Jorge Ro, trombone e flicorno. Tracce mixate e masterizzate presso Uto Urten House Productions di Ugo Sala.

 

Musiche aggiuntive: SirCubworth “Un Requited Love” / Chris Zabriskie “The oceans continue to rise” / Chris Zabriskie “I should have been more human” / Chris Zabriskie “Stories about the world that once was” / Silent Partner “Calm” / Puddle Of infinity “Wind marching for rain “ / Roljui “Autostrade” © Creative Commons by 4.0

 

Traduzioni: Diego Buschmann, Elettra Ercolino, Oona Smyth.

Produzione esecutiva: Ruggero Di Maggio, Davide Gambino per maf-Mon Amour Films srl.

Coordinamento di produzione: Patrizia Boschiero, Fondazione Benetton Studi Ricerche.

 

Film realizzato nell’ambito delle attività del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2020-2021, coordinato da Patrizia Boschiero, responsabile delle edizioni della Fondazione Benetton Studi Ricerche, e Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, con la collaborazione scientifica delle storiche dell’arte Maria Andaloro, direttrice della Missione dell’Università degli Studi della Tuscia in Cappadocia, e Paola Pogliani, vicedirettrice della Missione.

Alle ricerche del Premio ha preso parte il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, in particolare Giuseppe Barbera, Francesca Ghersetti, Thilo Folkerts, Anna Lambertini, Monique Mosser, Joan Nogué, José Tito Rojo, Simonetta Zanon.

 

Hanno in vario modo collaborato alla realizzazione delle ricerche e del film anche: Serena Acciai, Aygul Agir, Sinan Akilli, Özgün Arin, Elif Benveniste, Francesco Collotti, Yonca Erkan, Enrico Fontanari, Paolo Girardelli, Aykut Karaman, Aslı Özbay, Hamdiye Sakınam, Ihsan Senoz, Necmettin Temue e Suzan Temur, Hatice Temur Yildiz, Veli Tören, Sevim Tunçdemir, Moira Valeri, Gianni Vinciguerra.