Il mio posto al mondo / My place in the world

di Ippolito Pizzetti

Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga

Treviso 2021
in italiano e in inglese

128 pagine, 5 fotografie in bianco e nero

prezzo di copertina: 8 euro

ISBN 978-88-8435-250-7

(Memorie/Minima, 4)

«Se smetto di amarti è il Caos, dice Otello: ed è così.Se faccio (non creo) un parco, un giardino, non è il lavorodi scelta che compio o di organizzazione da cuimi aspetto la gioia, il mio gesto è solo propiziatorio,ma dalla vita che d’un tratto si esprime dentro ilcorso della stagione nelle piante, dal loro prosperaree crescere, che è al di fuori di me, che è cosa degli dei, di cui io sono soltanto spettatore e testimone.Al massimo il catalizzatore. Se io scrivo, qualunquecosa scriva, quale che sia il risultato, le mie parole,passato l’entusiasmo e la foga del momento creativo,mi appaiono come scritte sull’acqua, e perché torni a sentirmi vivo, e loro con me, esigono, debbono generare, altri pensieri, altre parole, altri sentimenti: fermarmi è come se il mio cuore smettesse di battere o la luce del giorno non vincesse più la notte», Ippolito Pizzetti.

 

«Ippolito Pizzetti è stato per tutti noi, dal 1988, un riferimento imprescindibile per acutezza critica, per ampiezza di interessi, per stile di vita. In tanti viaggi entusiasmanti e faticosi, in tante discussioni intense e fertili, in tante comuni battaglie, ci ha insegnato il gusto per il confronto di idee e di proposte. Ha donato alla Fondazione Benetton Studi Ricerche la sua biblioteca, con un gesto di generosità radicale e di raro disinteresse. I suoi pareri puntuali e i suoi consigli molto concreti, lontani da ogni intellettualismo, sono stati per noi preziosi in ogni situazione nella quale la Fondazione fosse alle prese con elaborazioni sul governo e sul disegno del paesaggio e del giardino. […] La singolare vicenda umana, artistica e intellettuale che l’ha portato dal mondo letterario fino a diventare un’autorità carismatica nel campo della natura e del paesaggio, l’ha raccontata lui stesso nella prefazione a Pollice verde», Domenico Luciani.

 

Il testo di Ippolito Pizzetti (Milano, 30 gennaio 1926-Roma, 16 agosto 2007), pubblicato dalla Fondazione per la prima volta anche in inglese nell’ambito della collana editoriale “Memorie”, serie “Minima”, è stato scritto a Roma tra il dicembre 1981 e il 21 marzo 1982, come Introduzioneal suo volume Pollice verde, edito da Rizzoli a Milano nel 1982 nella collana “Biblioteca universale Rizzoli” (392 pp., pp. 7-39). Questa, che è molto più che un’”introduzione”, era già stata resa disponibile dalla Fondazione in formato pdf in questo sito nell’agosto 2007, e poi, nel 2011, a cura di Domenico Luciani, in un dossier della Fondazione connesso alla prima edizione dell’iniziativa, a cura di Simonetta Zanon, Naturale inclinazione, la cui nota introduttiva (pp. 5-6 in italiano, 65-66 in inglese), viene ora riproposta.

 

Il disegno in copertina, Richelieu (6 luglio 1985), è di un’altra figura chiave per l’arte del paesaggio e per la Fondazione, Sven-Ingvar Andersson (22 agosto 1927, Södra Sandby, Svezia-27 luglio 2007, Copenaghen, Danimarca), ed è tratto dal catalogo dell’esposizione Sven-Ingvar Andersson 2002, garden art and beyond, Arkitektens Forlag, Copenaghen 2002.  Le fotografie di Ippolito Pizzetti incluse nella pubblicazione sono di IppolitaPaolucci(© Ippolita Paolucci, luglio 1996), gentilmentedonate alla Fondazione Benetton Studi Ricerche nel 2008.