Landscapes

rassegna di musica, teatro, danza e incontri

La Fondazione Benetton Studi Ricerche e l’associazione almamusica433, con la vicinanza e il sostegno di CentroMarca Banca, alleato strategico nella proposta di attività culturali per la città di Treviso, propongono una rinnovata rassegna di musica, teatro, danza e incontri, con la direzione artistica di Stefano Trevisi, che troverà sede nella chiesa di San Teonisto, e si concluderà con un concerto a Casa Luisa e Gaetano Cozzi, residenza colonica nella campagna di Zero Branco (Treviso).

 

Il filo conduttore che dà il titolo alla rassegna, Landscapes, nasce dalla volontà di riflettere sulla realtà contemporanea, sul paesaggio e sul nostro appartenere alla Terra, in sintonia con i temi di ricerca che appartengono da sempre alla vita della Fondazione Benetton, e a partire da un’immagine simbolica inedita, quella di un albero che da questo momento campeggia, per mano di Safet Zec, sull’altare maggiore della chiesa di San Teonisto.

La rassegna integrerà il repertorio classico e antico, da sempre presente nelle proposte musicali della Fondazione Benetton, con altri generi artistici, dando spazio anche a incontri pubblici, rivolgendosi a un pubblico ampio ed eterogeneo.

 

Spiega Stefano Trevisi: «Landscapes, il progetto della Fondazione Benetton Studi Ricerche dedicato alle arti performative, ha compiuto nel 2023 il suo primo anno di vita e si ripresenta oggi alla città e a quanti vorranno seguirla con una programmazione assolutamente originale e particolare. In questo secondo anno la traccia che abbiamo seguito è quella del silenzio, del deserto inteso anche come silenzio interiore da cui nasce l’intuizione. Anche per questa seconda edizione le due sedi della stagione saranno San Teonisto e Casa Cozzi, unite idealmente da quel segno tratteggiato da Safet Zec, l’artista bosniaco che, con la sua sensibilità, è lo splendido autore dell’albero che campeggia dal palco di San Teonisto. All’ombra di quell’albero, metaforicamente, possiamo trovare il pozzo che si nasconde in ogni deserto, ma rimanendo consapevoli che “l’oasi è fatta per il corpo, il deserto per l’anima”, come recita un proverbio africano. Dal passo di Cosimo di Rondò dello scorso anno al mettersi in cammino nel deserto; un nuovo viaggio con nuovi compagni, nuove voci, nuove prospettive e nuove possibilità di trasformazione per quanti lo intraprenderanno».