Quod agendum? Rosario Assunto tra denuncia e progetto

sintesi degli esiti della borsa di studio, 2016

Matilde Bonato

L’analisi presentata nel testo «Quod agendum? Rosario Assunto fra denuncia e progetto» riguarda la riflessione sul paesaggio compiuta dal filosofo Rosario Assunto (1915-1994) e più in particolare gli aspetti progettuali contenuti nel suo pensiero. Al fine di individuare le indicazioni assuntiane circa il modo in cui orientare l’agire presente e futuro, la ricerca analizza un’ampia parte della produzione filosofica di Assunto (opere, riviste, saggi, prefazioni, lettere a colleghi e articoli di giornale), cercando in primo luogo di definire i caratteri generali del pensiero del filosofo, i tempi del suo sviluppo e le peculiarità che lo contraddistinguono. A partire da questa prima ricognizione nel pensiero assuntiano, lo studio si sofferma poi a ricercare gli elementi che consentono di interpretare la filosofia di Assunto come una filosofia progettuale e aperta al divenire, individuandoli nel carattere multiforme della bellezza e nelle capacità dell’uomo di critica e di scoperta. Infine, l’ultima parte del testo raccoglie le principali indicazioni di Assunto circa il modo in cui la gestione del territorio dovrebbe muoversi affinché lo spazio torni a essere paesaggio, evidenziando l’importanza che a tale fine avrebbe un approccio alle questioni paesistiche condiviso, responsabile e consapevole della storia e delle peculiarità dei luoghi.

 

Autore di un «pensiero impuro», Rosario Assunto fu uno studioso poliedrico e appassionato, capace di indagare in modo originale temi molto diversi fra loro, quali le forme artistiche del Medioevo, la filosofia tedesca del primo Ottocento, le poetiche novecentesche di Rilke e Valéry e la sparizione della bellezza paesistica nell’Europa del secondo dopoguerra.

La varietà dei temi affrontati dal filosofo siciliano, lungi dal rendere dispersivo o confuso il suo lavoro, costituisce un tratto distintivo del suo pensiero il quale, muovendosi fra ambiti e prospettive differenti, intreccia in maniera inedita storia, arte, filosofia e natura. La ricchezza che deriva dall’opera di tessitura compiuta da Assunto emerge con particolare chiarezza nel lungo e articolato studio che il filosofo dedica ai cambiamenti delle città e dei paesaggi europei nella seconda metà del Novecento. In anni in cui la maggior parte degli studiosi legava il tema della gestione del territorio a questioni come la produttività o la crescita economica, il filosofo siciliano sceglie di non fermarsi alla sola collazione dei dati scientifico-quantitativi circa la salubrità o l’utilità degli spazi abitati dall’uomo, ma di integrare tale prospettiva con la considerazione di alcuni aspetti spesso lasciati in secondo piano dagli studiosi, ovvero quelli relativi alla bellezza, alla storia e all’unicità dei luoghi. L’adozione di un simile punto di vista rende il lavoro di Assunto del tutto originale. Anziché fare propria l’idea di un’Europa caratterizzata unicamente da una forte crescita economica e da un galoppante sviluppo tecnologico, infatti, il racconto del filosofo siciliano pone in luce anche i processi di disorientamento e di drammatico impoverimento che si accompagnano a tale crescita. Siamo di fronte a una realtà – spiega Assunto nel 1973 – «che la passione produttivistica ha reso forse più ricca, ma a prezzo della perdita di una bellezza della quale non sappiamo se sia possibile sostituirla con un’altra; mentre siamo sicuri che non la recupereremo mai più, se davvero una volta dovessimo perderla completamente».

 

Testo tratto dalla ricerca di Matilde Bonato: Quod agendum? Rosario Assunto tra denuncia e progetto
 

Fotografia: La roccia e le acque, immagini del tempo come «irrequieta presenza di un futuro che sempre si ripete, sempre anticipando il proprio esser-passato». Tivoli, le cascatelle. (L’immagine e il brano della didascalia ripropongono una delle tavole fuori testo presenti nella prima edizione dell’opera Il paesaggio e l’estetica, Giannini, Napoli 1973). Tratta da Luoghi. Forma e vita di giardini e di paesaggi (Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, 1990-1999), a cura di Domenico Luciani, Treviso 2001, Rosario Assunto, pp. 53 e 54.