Agenda marzo 2020

Atlante Veneto

La Fondazione Benetton, con la fattiva e imprescindibile collaborazione del Segretariato Regionale per il Veneto del MiBACT e della Regione del Veneto, ha dato vita a un’impresa eccezionale per la sua valenza scientifica e applicativa sul territorio, quale quella di un Atlante Veneto.

Queste due semplici parole potrebbero far pensare a una raccolta di documenti cartografici che illustrano tutti i fenomeni fisici e antropici di una regione complessa quale è il Veneto, che raccoglie una quantità di paesaggi che dal mare giungono fino alla montagna, con tutte le loro peculiarità. In realtà, il progetto, originalmente divulgato attraverso un “giornale”, è molto più complesso e molto più intrigante, dal momento che si tratta di un censimento dei beni cartografici conservati negli archivi e nelle biblioteche pubbliche della regione. Coordinata dal geografo Massimo Rossi, l’iniziativa ha come fine ultimo quello di censire il materiale cartografico esistente, sia manoscritto che a stampa, ma anche quello di attivare una collaborazione con bibliotecari e archivisti, affinché il materiale possa avere una catalogazione non solo a uso bibliotecario, ma anche esaustivo dal punto di vista scientifico, e soprattutto ha lo scopo di giungere a una digitalizzazione che permetta una fruizione più facile e più conservativa per il materiale stesso. 

La prima parte del progetto è stata realizzata tra il 2012 e il 2017 e ha riguardato le carte a stampa, il cui numero comprende ben 164.062 unità, dal XV al XX secolo. La consistenza del numero è indice di una varietà di documenti che illustrano tutto il territorio veneto e consentono di vederne le diverse peculiarità e in particolar modo come il paesaggio si sia trasformato nel tempo, e come sia possibile capirne le modificazioni e guidarne la ricomposizione.

La seconda parte del progetto, 2018–2020, riguarda la cartografia manoscritta ed è quella che maggiormente connota l’identità storico–culturale delle varie realtà regionali. La specificità di quel materiale è mostrare come operasse il governo della Serenissima a seconda della diversità del territorio e come, con il suo ausilio, sia possibile ancora oggi contribuire a tutelare il paesaggio. Infatti la cartografia storica è uno strumento indispensabile ai fini di una migliore conoscenza del territorio e dei beni di interesse paesaggistico, anche in vista delle redazioni dei piani paesaggistici regionali. Sarebbe bello che lo sforzo di catalogazione del materiale cartografico si aprisse anche alle biblioteche e agli archivi privati, pur conoscendo le difficoltà che questo comporterebbe. 

La Fondazione proprio per sensibilizzare su questi temi non solo gli studiosi, ma tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dei propri luoghi, propone questo mese un ciclo di quattro incontri con studiosi di cartografia storica, sempre a cura di Massimo Rossi, intitolato: Mappe! Officine culturali della modernità, per indagare le cartografie e i loro autori all’interno della propria epoca e cultura e per dimostrare la loro attualità e importanza. 

L’augurio è quello che anche altre regioni seguano l’esempio veneto per un censimento dei propri valori geocartografici e per la loro conservazione.

 

Simonetta Conti

Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”