Promised Land

regia di Gus Van Sant (USA, 2012, 105’)
, ore
ingresso unico 5 euro

La “terra promessa” è quella di una non specificata zona agricola degli USA i cui abitanti, proprietari coltivatori in crisi, vengono contattati da una compagnia che estrae idrocarburi attraverso il fracking perché vendano i loro campi, ormai in perdita, con la promessa di realizzare guadagni altissimi.

Quella che in geotecnica è la fratturazione idraulica venne usata già dal 1947 dalla Standard Oil, ma solo recentemente è stata estesa a molte aree di Stati Uniti e Canada (Alberta, in particolare) per facilitare l’estrazione di petrolio e gas dagli scisti bituminosi, sconvolgendo superfici e profondità e diffondendo nelle acque e nel suolo metalli pesanti, ritenuti responsabili dell’aumento di patologie (dai tumori alla sterilità).

Il film di Gus Van Sant, alla cui sceneggiatura ha collaborato anche l’interprete Matt Damon, è un tipico esempio di cinema dell’impegno civile, genere che Hollywood coltiva da sempre.

 

Il film sarà introdotto e commentato da Luciano Morbiato, curatore della rassegna.